Il territorio Lombardo-Veneto non è dello Stato Italiano come dimostrato da questi fatti:
1) nel 1866 l'esercito italiano occupò militarmente il territorio Lombardo-Veneto prima che il popolo svolgesse il plebiscito libero come suo diritto riconosciuto dai trattati internazionali. L'esercito entrò su presunta autorizzazione di personaggi che legalmente non rappresentavano il popolo veneto, perciò da invasori.
2) nel referendum del 1946 (in cui si votò per la monarchia o la repubblica) furono esclusi dal voto milioni di aventi diritto, specialmente dell'Istria e della Dalmatia, e non furono mai fatti votare come era invece previsto dalla legge n.99 del 16/03/1946. Questo rende non valido il referendum e la Repubblica senza alcun titolo di legalità.
3) e' dimostrato in Questo Documento, che il popolo veneto è sovrano anche nella "legge vigente" della Repubblica Italiana.
4) con i fatti precedenti dimostrati da documenti, il Tribunale di Venezia è stato richiesto di dimostrare il legittimo possesso del lombardo-veneto. Nel febbraio 2008 il giudice si è trovato costretto a dichiare invece il "difetto assoluto di giurisdizione" confermando che i cittadini del lombardo-veneto sono sottoposti ad altra legislazione rispetto agli italiani e che nessun tribunale italiano può sentenziare il contrario.
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5) 1250 sottoscrittori veneti hanno presentato al tribunale dei diritti dell'uomo di Strasburgo denuncia contro l'Italia per violazione dei propri diritti, dal diritto ad un giudice di nazionalità veneta, al diritto al federalismo fiscale previsto da una legge del 1989, al diritto a magistrati nei processi fiscali, ai diritti linguistici. Il tribunale, accogliendo il ricorso, ha dimostrato di ritenuto NON INFONDATI i motivi (altrimento lo rifiutava come fa spesso), e farà sentenza entro il 2010.
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Per i motivi sopra, il Sottoscritto, avendo interesse e diritto alla pace fra le nazioni e al rispetto dei diritti umani, conferisce al Governo del Popolo Veneto (nato a Borgoricco nel 1999) il mandato e la procura processuale ad agire in giudizio in suo conto e nome attraverso apposito rappresentante (nominando e revocando domiciliatari e procuratori) avanti ad ogni organo di giustizia anche internazionale, nei confronti di ogni ente in causa richiedendo nel contempo idoneo risarcimento per i danni patiti e il ripristino come da diritti generalmente riconosciuti.
Affermo che il Governo non potrà in ogni caso rivalersi su di me per i danni che derivassero dalla sua iniziativa.
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